Permesso per lutto
2 minuti fa

Permesso per lutto: quanti giorni spettano e come richiederlo

Chi lavora come dipendente ha diritto a tre giorni di permesso retribuito all’anno in caso di decesso di un familiare. La legge riconosce il permesso per lutto in caso di morte del coniuge, del convivente stabile e dei parenti entro il secondo grado: genitori, figli, nonni, nipoti, fratelli e sorelle.

Sono giorni retribuiti, quindi non incidono sullo stipendio, e vanno utilizzati subito dopo l’evento: non si accumulano e non si trasferiscono all’anno successivo.

In questa guida trovi quanti giorni spettano per ogni grado di parentela, entro quando vanno chiesti, come si presenta la richiesta al datore di lavoro e quali documenti servono. Trovi anche un fac-simile di richiesta pronto da compilare.

Cosa prevede la legge sul permesso per lutto

Quando perdi una persona cara, il lavoro passa in secondo piano. Eppure, proprio nei giorni più difficili, ti trovi a gestire anche questo: avvisare l’azienda, capire per quanto tempo puoi assentarti, recuperare i documenti. Conoscere in anticipo i tuoi diritti ti permette di toglierti almeno questo pensiero.

Il permesso per lutto è previsto dall’articolo 4, comma 1, della Legge 8 marzo 2000, n. 53, mentre le regole per utilizzarlo sono contenute nel Decreto ministeriale 21 luglio 2000, n. 278. La norma vale per tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore privato sia di quello pubblico, con contratto a tempo indeterminato o determinato. Restano esclusi lavoratori autonomi, liberi professionisti e collaboratori.

Ci sono due aspetti importanti da tenere a mente. Il primo è che si tratta di un diritto e non di una concessione: se ne hai i requisiti, l’azienda non può negartelo, a patto che tu comunichi l’evento e i giorni in cui ti assenterai. Il secondo è che il permesso è interamente pagato dal datore di lavoro: ricevi la retribuzione come se avessi lavorato e i giorni non vengono scalati da ferie o altri permessi.

La stessa norma riconosce i tre giorni anche in caso di grave infermità documentata di un familiare, ma in questa guida ci concentriamo sul decesso.

Richiesta permesso per lutto
Richiesta permesso per lutto

Quanti giorni di permesso spettano e per quali familiari

Se ti stai chiedendo quanti giorni di permesso per lutto ti spettano, la risposta è semplice: i giorni di lutto per legge sono tre giorni lavorativi. Il numero non cambia in base al grado di parentela: sia che tu abbia perso un genitore, un fratello o un nonno, la tutela minima garantita dalla legge è la stessa.

Il permesso lutto familiare spetta in caso di morte di:

  • coniuge, anche se legalmente separato, o persona a te unita civilmente
  • convivente stabile o altra persona che fa parte della tua famiglia anagrafica, cioè che risulta nel tuo stesso stato di famiglia
  • parenti di primo grado, cioè genitori e figli
  • parenti di secondo grado, cioè nonni, nipoti (intesi come figli dei figli), fratelli e sorelle

Per i parenti non è richiesta la convivenza: il permesso spetta anche se il familiare viveva altrove, in un’altra città o all’estero.

Per legge, invece, il permesso non spetta per gli affini, come suoceri e cognati, né per zii, cugini e nipoti figli di fratelli e sorelle, che sono parenti di grado più lontano. Molti contratti collettivi, però, allargano questo elenco, come vedrai più avanti.

C’è poi un dettaglio che spesso crea confusione. Secondo il decreto attuativo, i tre giorni sono complessivi nell’arco dell’anno: se nello stesso anno dovessi affrontare più di un lutto, per legge il totale resterebbe comunque di tre giorni. Anche su questo punto molti contratti collettivi prevedono condizioni migliori.

Permesso per lutto con contratto a tempo parziale

Se hai un contratto a tempo parziale, il permesso lutto part time segue in linea generale le stesse regole del tempo pieno. Secondo l’orientamento prevalente, i tre giorni non vengono ridotti in proporzione all’orario, ma possono essere utilizzati solo nelle giornate in cui avresti dovuto lavorare. Con un part time verticale, per esempio, il permesso copre i giorni previsti dal tuo calendario di lavoro che cadono nel periodo utile. Anche in questo caso conviene verificare cosa stabilisce il tuo contratto collettivo.

Entro quando vanno utilizzati i tre giorni

Il decreto stabilisce che i giorni di permesso vanno utilizzati entro sette giorni dal decesso. Non è necessario iniziare il giorno stesso: puoi, ad esempio, assentarti a partire dal giorno del funerale, purché tutti i giorni rientrino in questa finestra.

Nel conteggio dei tre giorni non rientrano i festivi e i giorni non lavorativi. Facciamo un esempio: se lavori dal lunedì al venerdì e il decesso avviene di giovedì, puoi prendere venerdì, lunedì e martedì. Il sabato e la domenica non consumano il permesso.

In genere i giorni non devono essere per forza consecutivi: puoi usarne uno per il funerale e gli altri per le incombenze dei giorni successivi, sempre entro i sette giorni e salvo regole diverse previste dal tuo contratto.

Può capitare che il funerale venga fissato più avanti, per esempio quando bisogna attendere il nulla osta dell’autorità giudiziaria o il rientro della salma dall’estero. Il termine di legge resta di sette giorni, ma alcuni contratti collettivi, soprattutto nel pubblico impiego, consentono di spostare il permesso in presenza di motivate esigenze. In questi casi è importante parlarne subito con l’ufficio del personale.

Se il decesso avviene mentre sei in ferie, secondo l’orientamento prevalente della giurisprudenza il permesso interrompe le ferie, quindi quei giorni non vengono conteggiati come giorni di riposo. Segnalalo comunque tempestivamente all’azienda.

I primi giorni dopo una perdita sono spesso un susseguirsi di decisioni da prendere in poco tempo. Se la persona è mancata tra le mura domestiche, può esserti utile la nostra guida su cosa fare quando una persona muore in casa.

Quanti giorni spettano per il permesso per lutto
Quanti giorni spettano per il permesso per lutto

Come richiedere il permesso al datore di lavoro

Capire come richiedere il permesso per lutto è più semplice di quanto possa sembrare. Il decreto chiede soltanto di comunicare in anticipo al datore di lavoro l’evento e i giorni in cui userai il permesso. Non esiste un modulo unico valido per tutti: molte aziende hanno una procedura interna o un portale per le assenze, ma una richiesta scritta è sempre una buona base.

Nella pratica, il percorso è questo. Avvisa il prima possibile il tuo responsabile o l’ufficio del personale, anche con una telefonata o un messaggio, così l’azienda può organizzarsi. Poi formalizza la richiesta per iscritto, via email, PEC o tramite il gestionale aziendale, indicando chi è venuto a mancare, il legame di parentela, la data del decesso e i giorni di assenza.

Quali documenti servono

La legge chiede di documentare il decesso con la relativa certificazione oppure, nei casi consentiti, con una dichiarazione sostitutiva. Questi sono i documenti che potrebbero esserti richiesti:

  • il certificato di morte per il datore di lavoro, che puoi chiedere all’ufficio di stato civile del Comune in cui è avvenuto il decesso
  • la dichiarazione sostitutiva di certificazione (autocertificazione), che la pubblica amministrazione è tenuta ad accettare, mentre un datore di lavoro privato può chiederti comunque il certificato
  • il certificato di stato di famiglia, se il permesso riguarda un convivente o se l’azienda ti chiede di dimostrare il legame

Salvo indicazioni diverse del contratto, di solito i documenti si consegnano al rientro in servizio. Se ti stai affidando a un’agenzia funebre, puoi chiedere supporto anche per la parte burocratica: il nostro servizio di pratiche amministrative ti accompagna nella gestione dei documenti e degli adempimenti legati al decesso.

Fac-simile di richiesta del permesso per lutto

Puoi copiare questo modello e adattarlo alla tua situazione.

Oggetto: richiesta di permesso retribuito per lutto (art. 4, comma 1, Legge 53/2000)

Spett.le [ragione sociale dell’azienda o nome dell’ente] Alla c.a. dell’Ufficio del personale

Il/La sottoscritto/a [nome e cognome], nato/a a [luogo] il [data], dipendente con qualifica di [qualifica] presso [sede o reparto],

comunica

il decesso di [nome e cognome del familiare], [grado di parentela: ad esempio padre, sorella, coniuge, convivente], avvenuto il [data] a [luogo],

e chiede

di poter usufruire del permesso retribuito per lutto previsto dall’art. 4, comma 1, della Legge 53/2000 [e dall’art. ___ del CCNL applicato] nei giorni [data], [data] e [data].

Allega alla presente [oppure: si impegna a consegnare al rientro in servizio] il certificato di morte o la dichiarazione sostitutiva di certificazione.

[Luogo e data]

Firma [Nome e cognome]

Permesso per lutto e contratti collettivi: cosa verificare

La legge fissa una soglia minima, ma il contratto collettivo nazionale applicato al tuo rapporto di lavoro può prevedere condizioni più favorevoli. Per questo, prima di presentare la richiesta, vale la pena controllare cosa prevede il permesso lutto CCNL del tuo settore. Trovi il nome del contratto nella lettera di assunzione e, di solito, anche in busta paga.

Ecco i punti da verificare:

  • se i tre giorni sono complessivi nell’anno o spettano per ogni evento luttuoso
  • se il diritto è esteso ad altri familiari, per esempio agli affini di primo grado come suoceri, generi e nuore
  • se sono previsti giorni aggiuntivi, ad esempio quando il funerale si svolge lontano dal luogo di lavoro
  • se i sette giorni si contano come giorni di calendario o lavorativi e se è possibile rinviare il permesso
  • quali documenti presentare ed entro quando

Se hai dubbi puoi rivolgerti all’ufficio del personale, a un consulente del lavoro o a un sindacato.

Permesso per lutto per i dipendenti pubblici

Il permesso lutto per i dipendenti pubblici è in genere disciplinato in modo più ampio. I contratti dei principali comparti, come funzioni centrali, funzioni locali, sanità e scuola, riconoscono tre giorni per ogni evento luttuoso ed estendono il diritto agli affini di primo grado, oltre che al coniuge, ai parenti entro il secondo grado e al convivente.

Nelle funzioni centrali e locali i giorni vanno utilizzati entro sette giorni lavorativi dal decesso, e il contratto delle funzioni locali consente anche di fruirne più tardi, entro il mese successivo, in presenza di motivate esigenze. Nel comparto scuola i tre giorni possono essere presi anche in modo non continuativo.

Se tre giorni non bastano

Il dolore non segue i tempi di un contratto. Se senti di aver bisogno di più tempo, puoi valutare con l’azienda l’utilizzo di ferie o permessi personali. La Legge 53/2000 prevede anche un congedo per gravi motivi familiari, che comprende le necessità legate al decesso di un familiare: può durare al massimo due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa, anche in modo frazionato, e ti garantisce la conservazione del posto. Non è retribuito e va richiesto al datore di lavoro, che può anche rinviarlo o negarlo motivando la decisione.

Quando la perdita arriva senza preavviso, lo shock può rendere tutto più faticoso: qui trovi alcuni spunti su come affrontare un lutto improvviso. E se senti il bisogno di non attraversare questo momento da solo, puoi contare sul nostro percorso di supporto all’elaborazione del lutto.

Le informazioni di questa guida hanno carattere generale. Per la tua situazione specifica fai sempre riferimento al contratto collettivo applicato e all’ufficio del personale della tua azienda o del tuo ente.

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