C’è un tempo per ogni cosa, persino per l’addio. Quando una persona cara ci lascia, il tempo sembra sospendersi. Eppure, proprio in quei giorni d’incertezza, inizia un percorso delicato che termina col rito funebre: un momento di raccoglimento, memoria e commiato. Ma quanto dura davvero un funerale? E cosa influisce sui suoi tempi? Le risposte si legano inevitabilmente alla vita del defunto, attraverso le sue volontà, ma anche con la tradizione religiosa o laica che ha scelto o a cui apparteneva.
Durata media di un funerale civile e religioso
Un funerale si traduce in un insieme di atti, divisi tra simboli e gesti, che variano nel tempo e nella forma. In Italia, la durata di un funerale cattolico si stabilisce mediamente tra i 45 e i 90 minuti. Il rito si svolge solitamente in chiesa e prevede la celebrazione della messa esequiale da parte del sacerdote, con letture, omelia, preghiere e benedizione del feretro.
Il rito laico, invece, può essere più corto o più lungo, a seconda del tipo di funzione scelta e della personalizzazione della cerimonia. Generalmente, può durare tra i 30 e i 60 minuti ed è ospitato in spazi civili o all’interno della stessa camera ardente, con discorsi, letture, musiche e ricordi. La differenza non è però solo nella lunghezza, ma nell’impronta emotiva e simbolica che ogni tipo di funerale imprime.
Le fasi di un funerale: dalla cerimonia al commiato
Ciascun rito funebre è un viaggio scandito da tappe precise. Si inizia con la preparazione del corpo, sempre più di frequente affidata alle agenzie di onoranze funebri, e l’allestimento della camera ardente, luogo di raccoglimento e veglia. Qui, amici e parenti possono dare il loro primo saluto, in un clima di silenzio e riflessione.
Segue poi la cerimonia vera e propria. In caso celebrazione cattolica, questa si tiene nella chiesa scelta dall’agenzia funebre e dalla famiglia, spesso quella di appartenenza del defunto. Il sacerdote guida il rito con parole in memoria di chi non c’è più, che talvolta derivano da un colloquio preliminare con la famiglia. Il funerale laico può essere condotto da un celebrante civile o da una persona vicina al defunto, e ha un tono più personale e narrativo.
Il corteo funebre rappresenta una parte significativa della funzione ed è il momento in cui il feretro viene accompagnato al luogo della sepoltura o della cremazione. Qui si conclude simbolicamente il passaggio tra la vita terrena e il ricordo.
Differenze nella durata tra i vari riti religiosi
Ogni religione ha un proprio tempo, e ogni tempo ha un proprio significato. Nella tradizione cattolica, come detto, la cerimonia può durare poco più di un’ora. Ma in altre confessioni i tempi variano in base ai riti e alle consuetudini imposte dai diversi cerimoniali.
Nel rito islamico, ad esempio, la preghiera funebre (Salat al-Janazah) è molto breve e si recita senza bara, con il corpo avvolto in un sudario e sepolto il prima possibile, di norma entro le 24 ore successive. La sepoltura ebraica, simile per rapidità, è essenziale e segue la tradizione senza ornamenti e con poche parole. Nei riti ortodossi o buddhisti, invece, la cerimonia si protrae per diverse ore e comprende canti rituali e momenti di meditazione o preghiera.
Quanto tempo passa tra il decesso e il funerale
In Italia, il funerale viene fissato normalmente tra le 24 e le 72 ore dopo il decesso, ma i tempi possono allungarsi in caso di accertamenti medici o pratiche legali. La legge prevede che non si possa procedere alla sepoltura prima di 24 ore dalla morte, per motivi sanitari e burocratici.
L’intervento dell’agenzia funebre è spesso determinante per velocizzare le pratiche e coordinare le diverse fasi della sepoltura: dalla preparazione dei documenti al contatto con la chiesa o lo spazio civile, dall’allestimento della camera ardente alla definizione dell’orario della cerimonia. Le volontà del defunto – che si tratti di cremazione, tumulazione o inumazione – incidono direttamente sulle tempistiche.
Variabili che possono influenzare la durata
La durata di un funerale non è mai completamente prevedibile, perché si deve tenere conto di una serie di fattori pratici, emotivi e logistici. Il tipo di rito, naturalmente, determina i tempi con una certa accuratezza.
La distanza tra i diversi luoghi (camera ardente, chiesa, cimitero), la partecipazione di molte persone prima e dopo la funzione, la richiesta di più interventi o commemorazioni, oppure ancora la necessità di attendere familiari che arrivano da lontano possono richiedere più tempo. In alcuni casi, le famiglie scelgono di posticipare la cerimonia per ragioni organizzative, oppure di allungare i momenti di raccoglimento con letture, musica o ricordi in memoria del defunto.